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La Spalla nel pallavolista: la rincorsa d’attacco (parte 2)

Tutto parte dalla rincorsa! Una rincorsa d’attacco eseguita in maniera scorretta influisce sul posizionamento del corpo nei confronti della palla e di conseguenza anche sul movimento di caricamento della spalla.

La rincorsa d’attacco prevede 3 passi, nell’img. 1 è possibile visualizzare la sequenza corretta per un destrimane, mentre nell’img. 2 il dettaglio biomeccanico della fase precedente allo stacco.

Rincorsa e stacco (img.1)
Img 2

A livello amatoriale e giovanile ho riscontrato molto spesso, in atleti con problematiche alla spalla, un errato approccio sia nel primo passo (invertito) o negli ultimi due.

Nel primo caso ci si ritroverà prima della fase di stacco con il bacino in rotazione opposta rispetto al piano scapolare, non sarà quindi possibile generare il momentum attraverso la rotazione del tronco e si sovraccaricherà l’articolazione della spalla. Esempio di seguito.

Nel video seguente possiamo osservare la rincorsa d’attacco di un’atleta mancina (ricordo che quindi la sequenza corretta dei passi è destro- sinistro-destro). Sia dal punto di vista biomeccanico che tecnico, ci sono diversi errori.

Rincorsa errata di un’atleta mancina

Il più evidente risulta la mancanza del passo finale: nella fase di stacco il piede sinistro è più avanti rispetto al destro, di conseguenza il bacino è orientato a destra limitando fortemente la rotazione del busto che dovrebbe avvenire verso il lato opposto! Ciò non solo influisce negativamente sull’elevazione, ma l’atleta è costretta a generare forza solo attraverso l’articolazione della spalla, andando a sovraccaricarla enormemente dopo ogni attacco. Risultato? Dolore costante dopo ogni allenamento/partita e degenerazione progressiva dell’articolazione!!

Altro errore molto comune nasce dalla scarsa capacità di lettura dell’alzata da parte dello schiacciatore , gli ultimi due passi prima dello stacco avvengono troppo in prossimità del pallone e per eseguire la schiacciata, l’atleta è costretto ad inarcare ed estendere il rachide piuttosto che ruotarlo (esempio img. 3).

Img. 3

È di assoluta importanza lavorare sulla risoluzione di questi errori tecnici quanto prima possibile , sia per evitare l’instaurarsi di pattern motori che saranno molto difficili da modificare con l’avanzare del tempo, sia per evitare danni permanenti all’articolazione della spalla. Le conseguenze tipiche infatti possono essere lesioni dei tendini del sovraspinoso, infiammazioni del capo lungo del bicipite brachiale, borsiti sub-acromiali, impingement sub-acromiale, ispessimento del legamento coraco-acromiale e addirittura lesioni SLAP del cercine glenoideo.

Nel prossimo articolo andrò ad affrontare errori presenti nella fase di caricamento, riscontrato molto spesso anche in atleti professionisti e su come risolverli in poco tempo e con pochi esercizi .

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