Slogatura Alla Caviglia

Instabilità cronica di caviglia: cause e prevenzione

 

In ambito sportivo non di rado accade che in seguito ad una distorsione di caviglia, sottovalutando il trauma, si accelera la fase di ritorno in campo, spesso non effettuando alcuna terapia fisioterapica, predisponendo il soggetto ad una condizione di “instabilità cronica“.

Circa il 10-20% delle persone affette da distorsioni della caviglia infatti sviluppa un’ instabilità cronica. Questo tipo di instabilità può essere causata da stiramenti o strappi dei legamenti (in particolare del legamento peroneo astragalico anteriore e del legamento peroneo-calcaneare anteriorecaviglia-inversione1 nei traumi distorsivi in inversione) che successivamente, non riparandosi in maniera omogenea, possono predisporre ad una lassità legamentosa.

I principali sintomi sono:

  • Ripetute distorsioni di caviglia, soprattutto su superfici irregolari o quando si esegue attività sportiva;
  • Persistente (cronico) disagio e gonfiore;
  • Dolore o rigidezza;
  • Sensazione di caviglia instabile.

 

Risulta chiaro quindi che in seguito ad una distorsione di caviglia la fisioterapia svolge un ruolo fondamentale, soprattutto per gli atleti che dovranno sottoporre ad un maggiore stress meccanico la propria articolazione.

Ma qual è il trattamento conservativo adeguato da adoperare in seguito ad un trauma distorsivo per prevenire l’instabilità cronica?

Una revisione della letteratura scientifica impone innanzitutto l’utilizzo del protocollo R.I.C.E. (rest, ice, compression, elevation) nella fase acuta, coadiuvato dall’assunzione di FANS ( farmaci antiinfiammatori non steroidei) come l’ibuprofene ( brufen, moment) per ridurre il dolore e l’infiammazione.

Già dopo 48h, si può agire attraverso sedute di terapie fisiche quali ultrasuoni e tecar in modo da stimolare ed accelerare i processi fisiologici di guarigione dei tessuti biologici lesi in seguito al trauma distorsivo. L’utilizzo del taping neuromuscolare può invece essere molto utile per drenare eventuali edemi.

E’ necessario però sottolineare che il corpo ha una consapevolezza inconscia del movimento e del proprio orientamento spaziale (la cosidetta propriocezione); quest’ultima aiuta a coordinare i movimenti delle articolazioni utilizzando riflessi inconsapevoli per stabilizzare e mantenere il corpo in equilibrio. Quindi, la sensazione di caviglia permanentemente instabile, spesso non è solo causata da lassità legamentosa, ma anche da un problema propriocettivo o a problemi di coordinazione muscolare sopraggiunti in seguito al trauma distorsivo.

Un trattamento adeguato prevede infatti, in seguito alla fase acuta, vari esercizi di rinforzo della caviglia, esercizi per ripristinare il corretto range di movimento ma soprattutto esercizi propriocettivi. Mano a mano che si procede con la riabilitazione il coefficiente di difficoltà degli esercizi dovrà aumentare, e nel caso di atleti, verranno eseguiti esercizi specifici alla relativa disciplina sportiva.

Successivamente può essere consigliato l’utilizzo di un tutore per supportare e dare maggiore stabilità all’articolazione della caviglia.

Quando è necessaria la chirurgia?

In alcuni casi, può essere raccomandato l’intervento chirurgico quando il trattamento conservativo fallisce. L’intervento prevede la riparazione o la ricostruzione del/i legamento/i danneggiato. Il chirurgo selezionerà la procedura chirurgica più adatta in base alla gravità dell’instabilità e il livello di attività. La durata del periodo di riabilitazione varierà, a seconda della procedura eseguita.

 

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